Legami

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Legami
con accento mutevole.
Perché ogni affetto
porta con sé un laccio.
Unisce, a tratti ingabbia,
frena, spesso salva.
Legami
con accento genuflesso
al tuo volere.
Legami
al sacrificio del tempo
e dell’io.
Legami
senza rinuncia di libertà.

kintsugi

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Per ora sono solo un mucchio di cocci
Sparsi a terra
Ma credo nel futuro
E ambisco ad una terapia kintsugi
Cicatrici d’oro per dare un senso al dramma
Cicatrici d’oro per ritornare a darmi valore
Cicatrici
Perché il passato non si può riavvolgere
Perché i segni restano per sempre
Kintsugi
Per darti una memoria
Per rendere prezioso anche il dolore
Perché la sofferenza ci doni più valore

L’abito del moderato

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L’abito del moderato
ho vestito
per così tanto tempo
che ormai non so più
dove è stoffa e dove è pelle.
Ma in mezzo ai rumori del quotidiano
c’è una voce, un istinto, un richiamo
una frase scritta sul limes
tra montagne e cielo
che intravvedo
ma non leggo pur inseguendola.
Superfluo mettere dei caratteri a fuoco,
il seme è già lì
forte come un credo.
Pronto a sollevare la terra
e a conquistarsi il suo diritto.
Essere e vivere
nell’interezza la sua natura.
Così io.
O almeno è un effimero
sussulto della coscienza.

Acta est

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Ho una canzone per ogni momento passato con te
una colonna sonora fatta di palpitazioni di lacrime e di attesa..
Non rimpiango nulla né quello che è stato né quello che è diventato.
È solo tempo
È solo un fotogramma di un film dove oggi tu non sei.

Notte troppo lunga

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Notte troppo lunga
per sbattersi la porta
in faccia
e lasciarsi fuori.
Non è fatta per accompagnarsi
ai propri terrori.
E rapace è il suo respiro
pronta com’è a strappare ogni palpito.
Attende l’attimo, il balzo è già pronto
attende il frangente
del mio soliloquio.
Ma io
sono all’erta,
vigile è il cuore
a non parlare con la mia anima
e il suo dolore.
Ed è per questo che
ho rotto gli specchi
per non distrarmi
per non darmi occasioni
in questa notte, troppo lunga
per stare soli
coi propri pensieri
coi propri timori.

Dalla Vetrina

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Nevicano foglie,
leggere il vento le rapisce,
soave la caduta.
A terra si ritrovano
e come bimbi
giocano ridenti con la brezza.
Ora sono immobili
ma subito scappano
a poi si sparpagliano
e tanto piace questo gioco
che nuove amiche arrivano
lievi come un giorno di vacanza.

Tuo

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C’è tempo.
E se non c’è
prendilo
perché è già tuo.
In verità,
è sempre stato tuo
il tempo.
Ogni respiro che senti
te lo ricorda,
fanne dono a chi ami
fanne un quadro
alla tua persona
rendilo arte
del tuo essere,
rivendica
ciò che ti è sempre
appartenuto.

Reflex

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Il corpo chiama
il destino è nella carne
il pensiero nelle ossa.
Il tempo è solo
un rintocco di campana.
Ascolta
ogni segno che il tuo corpo
ti sputa addosso
perché non puoi fermare
l’invevitabile
puoi solo andargli incontro
con consapevolezza
e gioia
di ciò che sei.

Giugno

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Profumo di campi,
di maggese bagnato
dal temporale.
Profumo di luna
sulla rugiada,
profumo frizzante,
profumo di acqua,
di lampi in lontananza,
profumo di strade deserte
appena appena tracciate,
profumo di 11 rintocchi
e solo quelli.
Profumo di attesa,
di pelle scaldata dal sole
ora già fresca .
Profumo di brezza, di silenzio
profumo di pace,
profumo di intima veglia,
di grilli,
di verde accarezzato
dalle dita della pioggia ormai passata.
Profumo di respiri armoniosi
e di occhi mai stanchi
del profumo da vivere.